Siamo quello che leggiamo…

Condividiamo un estratto di un’intervista che ci è piaciuta molto:

Quali sono le attività da intraprendere per portare avanti un’efficace promozione della lettura nel nostro paese?

Che domanda interessante e complessa! Ho stampate nella mia mente tre citazioni:

  1. la prima di Wittgenstein “I confini del mio linguaggio sono i confini del mio mondo”
  2. la seconda di Rodari: “Tutti gli usi della parola a tutti” mi sembra un buon motto, dal bel suono democratico. Non perché tutti siano artisti, ma perché nessuno sia schiavo.”
  3. la terza di Chamberssiamo quello che leggiamo”.

Credo sia urgente permettere ai bambini l’accesso, la conoscenza e l’uso delle parole, e la frequentazione sistematica delle storie. Noi siamo storie, e ci nutriamo di storie. È urgente che chi fa il nostro lavoro si metta in gioco il più possibile per sensibilizzare gli adulti (genitori e insegnanti in primo luogo!), prima ancora che i bambini, al valore della lettura. Per far sì che si legga, e che leggere non sia “consumare libri”, ma incontrare altrove possibili o impossibili che ci aprano agli altri, al dialogo, al cambiamento. Leggere è una opportunità per comprendere la complessità del mondo, in un’epoca in cui si tende alla sua semplificazione e con essa all’inibizione del pensiero autonomo, della capacità critica. A tal fine è fondamentale educare alla lettura, e al dialogo che ne segue. Che si parli di ciò che si legge, ci si interroghi, si eserciti il pensiero, per essere parte attiva di un cambiamento possibile.

Sono parole di Alessia Canducci, pubblicate da http://www.milkbook.it in un’intervista in due parti: qui trovate la prima parte e qui la seconda.

BUONA LETTURA!

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Novità dalle neuroimmagini: la lettura ad alta voce aiuta i bambini a sviluppare l’emisfero sinistro…

in particolare una regione che il Dr. John Hutton definisce «spartiacque di integrazione multisensoriale tra suono e immagine».

Ecco un estratto dell’articolo di Paolo di Stefano pubblicato sul Corriere della sera (e qui il testo integrale)

Ascoltare le storie lette dai genitori (o dagli insegnanti) fa bene ai bambini

Gli scienziati americani hanno misurato gli effetti sul cervello dai 3 ai 5 anni di una favola letta a voce alta dai genitori: «Impara a integrare suoni e immagini»

Ora lo sappiamo con maggiore certezza: leggere ai piccoli favorisce l’attivazione cerebrale, in particolare di quelle aree che presiedono all’elaborazione semantica e alle immagini mentali.
Si dirà che già tanti genitori, da che mondo è mondo, l’hanno intuito e sperimentato quotidianamente, ed è vero. Ma adesso un’équipe di studiosi dell’Ospedale pediatrico di Cincinnati (Ohio), guidata da John Hutton, lo dimostrerebbe in termini scientifici, avendo sottoposto un gruppo di bambini in fase prescolare, tra i 3 e i 5 anni, a risonanza magnetica funzionale per valutare in che modo l’ascolto di letture adatte alla loro età riesca a incidere nell’attività cerebrale.
Ebbene, i risultati dicono che nei piccoli abituati già in tenerissima età alla lettura ad alta voce dei genitori si sviluppano maggiormente certe zone specifiche dell’emisfero sinistro, in particolare una regione che Hutton definisce «spartiacque di integrazione multisensoriale tra suono e immagine».

Alla materna, letture tutti i giorni

«Esposizione precoce alla lettura», sin dalla scuola materna: è questa la formula magica che apre le porte del linguaggio e dell’immaginazione. È un monito per i genitori: leggere subito libri, piccole storie, fiabe, filastrocche, poesie ai propri figli, senza perdere tempo, abituarli al contatto con la parola scritta, con la voce che legge, con il testo, con il libro.
Non deve meravigliare se meno di un anno fa, e dunque poco prima che il dottor Hutter pubblicasse i risultati della sua ricerca, l’American Academy of Pediatrics ha voluto includere tra i propri doveri professionali la promozione della lettura sin dalla nascita. Indubbiamente una bella iniziativa.
Del resto, è risaputo che in Italia esiste da anni il progetto «Nati per Leggere»… (qui il testo integrale)

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E per chi volesse sapere qualcosa in più del Dr. John Hutton ecco qualche link:

http://www.cincinnatichildrens.org/patients/care/stories/tell-me/other/john-hutton/

http://www.bizjournals.com/cincinnati/print-edition/2015/02/13/2015-health-care-heroes-winner-dr-john-hutton.html

http://www.bizjournals.com/cincinnati/search/results?q=Hutton

Meet Dr. John

#ioleggoADALTAVOCEperchè

il giorno dopo #ioleggoperchè, l’iniziativa nazionale (in occasione della giornata mondiale del libro) di promozione del libro e della lettura rivolta ai futuri lettori tramite i Messaggeri della lettura (info aggiuntive sul sito http://www.ioleggoperche.it )

proponiamo una variazione sul tema: #ioleggoADALTAVOCEperchè

facendo riferimento al sito http://www.natiperleggere.it (in particolare questa sezione).

Ecco 3 motivi fondamentali e preziosissimi per leggere ad alta voce ai propri bambini:

1. #ioleggoADALTAVOCEperchè Leggere ad alta voce ai bambini fin dalla più tenera età è una attività coinvolgente: rafforza la relazione adulto bambino ed è la singola attività più importante che i genitori possano fare per preparare il bambino alla scuola. Un bambino che riceve letture quotidiane avrà un vocabolario più ricco, si esprimerà meglio e sarà più curioso di leggere e di conoscere molti libri.

2. #ioleggoADALTAVOCEperchè Leggere ad alta voce è piacevole e crea l’abitudine all’ascolto, aumenta i tempi di attenzione, accresce il desiderio di imparare a leggere.

3. #ioleggoADALTAVOCEperchè  La voce dei genitori è magia per il bambino. L’elemento che più conta è lo stare insieme, condividere la lettura come un’attività semplice. Non sono richieste doti particolari di bravura o di tecnica, è sufficiente seguire il testo e intraprendere con il bambino una lettura dialogica, ricca di scambi affettivi.